mercoledì 9 aprile 2008

PROGETTO CULTURA SENZA 'K'

di Lo Schiavo di Tocqueville

Pochi giorni fa si è svolto un convegno dal titolo "PdL 2.0 politica e web a confronto per sviluppare la democrazia" dal quale si sono instaurate delle basi per un rapporto diverso fra i blogger e la politica. Ci sarà più ascolto da parte della nuova classe dirigente del Popolo della Libertà nei confronti di chi su internet fa politica e cultura, alla portata di tutti. Infatti la rivoluzione mediatica del blog è appunto questa. Ogni singolo individuo ha la possibilità di esprimersi liberamente e può collaborare per costruire qualcosa di importante. Tramite Tocqueville si è costruito il primo "listone unico di pensiero" del centro-destra. Un modo nuovo di aggregarsi, realizzare progetti e creare discussioni. Da qui si può iniziare anche a dialogare per creare una nuova cultura di destra, più moderna, attuale e attenta alle mutazioni della società contemporanea. Il gap è indiscutibilmente enorme fra la cultura di Sinistra egemonica e ben strutturata e la cultura di destra "dispersa" e troppe volte legata ai "fasti" del passato. Ci si troverà dinnanzi a delle ovvie difficoltà: l'ostracismo dell'intellighenzia nostrana e la volontà di emarginare e delegittimare tutto ciò che di buono si può costruire. Però si dovrebbe evitare uno scontro immediato e diretto perché suicida. Cambiando la storia della nostra società si compiono delle rivolte. La nostra dovrà essere un mutamento degli equilibri culturali e un avanzamento di valori di una nuova e giovane destra. Troppe volte costretti a piegare la testa davanti alla volontà del più forte e potente sapere dogmatico. Troppe volte non rispettati nel nostro essere di destra, sia a scuola, che all'Università e addirittura anche sul proprio posto di lavoro.

E' ora di fare qualcosa di significativo per pianificare un risveglio intellettuale utile a noi, ma soprattutto alle prossime generazioni. Una missione a tutto campo per portare obiettività democrazia e garantire sempre la libertà di espressione. Con Tocqueville in tre anni si sono raggiunti grandi obiettivi tra i quali il poter finalmente pubblicizzare il proprio pensiero e/o unire studenti, professori, operai ed imprenditori nella stessa forza propulsiva. Non a caso quindi il blog può essere un mezzo importante per raggiungere gli obiettivi preposti. Alcuni effetti si sono già riscontrati anche nell'ambiente dei blogger. Infatti Mario Adinolfi, blogger e giornalista, che ha anche sfidato nelle primarie del Partito Democratico la leadership di Veltroni, ha dichiarato solo una settimana fa: "...Mi impressiona il fatto che dalle parti di Tocqueville, cioè nel luogo dove i blogger di destra si sono organizzati non senza un qualche acume (anche se da queste parti abbiamo sempre spiegato che per loro in rete non c'è futuro, il berlusconismo è l'esatto opposto della forza del web, la rete è democratica o bloggare è di sinistra, se preferite), non s'è alzato un fiato. Anzi, nella home page di Tocqueville, della sempre più bombardata e sedicente Città dei Liberi, compare il solito banner propagandistico per, udite udite, una bella "Pdl 2.0", iniziativa nientepopodimenoche con Deborah Bergamini e Giorgia Meloni.

Ora, io voglio dire, se fai una bella mobilitazione per candidare un blogger alla Camera e ti sbattono la porta in faccia; se il sincero Paolo Bonaiuti ammette che "il centrodestra è assente dalla rete" dimostrando che la tua esistenza è sostanzialmente irrilevante; se poi arriva pure il Grande Capo a dire che di internet non ne capisce una mazza e se la ride e manco gliene frega niente; se, insomma, ti dicono dalla mattina alla sera in piena campagna elettorale che non sanno che farsene del tuo pestare l'acqua nel mortaio, è possibile che non alzi neppure un ditino per prendere la parola e provare a difenderti? ...Cari abitanti della Città dei Liberi, ora è il momento di raddrizzare la schiena, cari blogger di destra ora provate a far vedere che ha un senso per voi esistere in questi territori di idee e di bit. In fondo, aspettiamo un vostro ruggito da anni e ci farebbe piacere scoprirvi coraggiosi."

Questa affermazione fa capire quanto il popolo delle libertà (inteso come singoli individui e non come lista elettorale) ha iniziato la scalata verso la cima della montagna chiamata Cultura, senza k.

2 commenti:

Federico Zuliani ha detto...

Io sono convinto che la blogosfera di "centrodestra" stia facendo un ottimo lavoro, che ci sia un fermento positivo, e che se ci fossero meno pippe mentali e baruffe da pollaio e più concretezza, si avrebbe qualche risultato in più. Cmq, anche se il Cav. è un po' disattento verso la Rete, mi pare che ci sia stato un risveglio in area "azzurra". Basta guardare i link ai blog messi nella home dei siti www.forzaitalia.it e www.votaberlusconi.it.

Anonimo ha detto...

Io devo dire che facendo un giretto nella blogosfera c'è da rimanere colpiti dalle personalità colte ed intelligenti che si trovano. Sono quasi tutti giovanissimi, eppure rappresentano un patrimonio umano incredibile.

Il fatto che nessuno se ne accorga è indice di una mentalità tutta italiana che punta al vecchio e al mediocre anzichè sbilanciarsi verso proposte fresche e di qualità.

Il discorso dei blogger secondo me è infatti tutt'uno con quello giovanile. Si tratta di un mondo con enormi potenzialità soffocate ed inascoltate a vantaggio di proposte stantìe e di personaggi che puzzano di naftalina.

Ma la colpa è anche nostra, perchè se è vero che culturalmente rappresentiamo un'alternativa (anzi, più d'una) è anche vero che spesso non abbiamo le palle per alzare la voce e prenderci il nostro spazio.

Se aspettiamo che siano gli altri a farsi da parte, stiamo freschi: siamo noi che dobbiamo scendere in campo, ed è quella la parte più difficile!

Quanti blogger hanno anche provato a fare la politica coi fatti?


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